Categoria ‘Traduttori informati’

Irap e traduttori: che fare?

Proprio in queste ore su Langit si sta nuovamente affrontando il tema dell’IRAP: dobbiamo davvero pagarlo noi traduttori?
Secondo molti commercialisti “no” in quanto non ne esistono i presupposti dato non disponiamo di una “struttura organizzata” ma la scelta di non pagare l’IRAP deve essere necessariamente una scelta del contribuente; il commercialista deve ricevere una richiesta scritta in tal senso dal momento che l’IRAP è prevista da una legge dello Stato.
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Diritti negati – L’INPS discrimina le madri adottive

Ecco l’ennesima discriminazione per gli/le iscritti/e alla Gestione Separata dell’INPS: mentre la maternità è stata estesa alle mamme adottive dalla Finanziaria 2008, questo non vale per gli iscritti alla gestione separata.
INPS
“La madri adottive sono quindi discriminate dall’Inps” questa è l’accusa lanciata dal senatore del Pd Francesco Ferrante primo firmatario di un’interrogazione ai ministri del Welfare e delle Pari opportunità, Maurizio Sacconi e Mara Carfagna.
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La lettera scomparsa

Proprio oggi il Corriere della Sera mette in evidenza la notizia del trattamento iniquo dal punto di vista previdenziale dei cosiddetti lavoratori senza albo, i famosi iscritti alla gestione separata.
Nel suo comunicato stampa Acta, l’Associazione Consulenti Terziario Avanzato, spiega chiaramente di che cosa si tratta:
“L’anno scorso, il ministro Sacconi ha annunciato in due occasioni che entro il 2010 l’INPS avrebbe mandato a ogni contribuente una “busta arancione” con un estratto conto sullo stato dei suoi pagamenti previdenziali. Sull’esempio della Svezia, ogni italiano avrebbe conosciuto le proiezioni riguardo alla pensione che può aspettarsi a fine carriera.
Quest’anno l’INPS ha smentito la promessa: nessuna busta, nessuna informazione.”
Cosa ci fa pensare tutto ciò?
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Novità sui modelli Intrastat

Finalmente sembra definirsi il quadro dei modelli Intrastat. Sul sito del Ministero delle Finanze è stato diffuso il testo del decreto ministeriale con le modalità e i termini di presentazione dei modelli Intrastat, mentre sul sito delle Dogane ha trovato spazio la determinazione 22778, che definisce le modalità di compilazione e trasmissione degli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti di beni e delle prestazioni di servizi rese e ricevute in ambito comunitario.

Direttiva 2000/35/CE

In queste settimane di discussioni e polemiche molto accese è stata più volte citata la famosa direttiva europea 2000/35/CE, in particolare in relazione ad un’ipotetica illegittimità delle condizioni di pagamento (apparentemente) proposte dal Ministero, mi pare 90 gg d.f.
Come molti di voi ho pensato che se la direttiva europea stabilisce che i pagamenti devono avvenire entro 30 giorni e lo stato italiano paga a 90 giorni…beh, di certo c’è qualcosa che non va…
Però…se andiamo a leggere la direttiva, per quanto in alcuni punti sembri un po’ fumosa, mi pare che ne abbiamo tutti travisato il senso.
Prima di tutto la direttiva è relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali e non parla espressamente dei termini di pagamento. E’ anche vero che tira in ballo i famosi 30 giorni (“trascorsi 30 giorni dal ricevimento della fattura da parte del debitore o di una richiesta equivalente di pagamento,”) ma attenzione SOLO se “data o il periodo di pagamento non sono stabiliti nel contratto”.
Quindi applicandolo al nostro caso, il nostro contratto sono gli accordi con il cliente (esplicitati in fattura) e se abbiamo concordato il pagamento a 60 gg. non possiamo certo dire che questo sia contro la direttiva europea. Certo è però che se il pagamento non viene ricevuto al 61 giorno abbiamo diritto agli interessi (gli interessi di cui alla lettera b) cominciano a decorrere dal giorno successivo alla data di scadenza o alla fine del periodo di pagamento stabiliti nel contratto;)…
In base alla mia esperienza e a quelle lette su internet purtroppo la direttiva trova scarsa applicazione nel mondo reale, ma rappresenta comunque uno strumento a nostro favore. I termini di pagamento invece sono frutto di una nostra contrattazione col cliente…non possiamo
lamentarci se ci pagano al 35° giorno se le condizioni concordate sono a 60 gg, ma se ci pagano al 61° direi proprio di sì.