Dopo quasi due anni di “Come si traduce”, questo blog apre a nuovi temi e la rubrica terminologica, che diventa un appuntamento mensile, sarà alternata a post di diversa natura. Con il post di oggi inauguro così “Non solo traduzioni”, una rubrica che sarà dedicata al mondo della finanza, con commenti e riflessioni sulle notizie finanziarie, oltre a interviste a operatori del settori.

Sono particolarmente felice che questa nuova rubrica sia inaugurata da una professionista attenta e disponibile come Chiara Sinchetto, una consulente finanziaria che sta avvicinando con simpatia e competenza molti liberi professionisti al mondo degli investimenti.

 

Chiara Sinchetto

 

Perché lavori con i freelance e perché ritieni sia importante investire per noi freelance?

Essere freelance, libero professionisti o imprenditori, si sa, non è affatto semplice. Bisogna riuscire a tenere un equilibrio, spesso precario, tra vita familiare e privata e vita professionale; bisogna sapersi organizzare, saper tenere duro quando serve, sapersi prendere una pausa prima dell’esaurimento. Insomma, essere i capi di se stessi non è affatto facile come si potrebbe pensare ad una prima lettura.
Molti dei miei clienti appartengono proprio a questa categoria lavorativa e mi dà particolare soddisfazione riuscire ad aiutarli, tramite gli investimenti, a tener duro con la propria piccola o grande impresa.
È particolarmente importante infatti, quando si è freelance, pianificare con oculatezza le proprie spese in modo da non rimanere senza capitali disponibili in caso di emergenze o anche solo di cambi di programmi. Per far crescere la propria attività sono necessarie la serenità e la tranquillità di avere approntato un fondo per gli imprevisti, con l’ansia si lavora male e si rischiano anche scelte sbagliate!

Da dove dovrebbe partire un freelance che non ha mai investito finora?

È importante, prima di tutto, partire dal proprio capitale disponibile e dalle proprie esigenze più “pressanti”. Naturalmente, il mio compito è di spingere alla consapevolezza che diversificare sia meglio, in molti sensi: mai puntare tutto sullo stesso cavallo, quindi è meglio diversificare l’area geografica e il settore in cui si investe. A questo si ricollega la pianificazione temporale: per essere sereni è meglio, infatti, pensare non solo al presente, ma a diverse fasi della propria vita e farsi aiutare da un consulente a coprirle al meglio. Se si è in coppia o si hanno dei figli poi, è giusto pensare alle esigenze di tutti: con gli investimenti si può anche tutelare la propria famiglia! E per un freelance, che un figlio ce l’ha di certo ed è la propria attività, bisogna pensarci per tempo andando a mettere da parte per non trovarsi senza flusso di cassa o senza i soldi per investire nella propria formazione. Ecco, questo è il quadro ideale, ma poi anche io sono consapevole del fatto che a volte le risorse sono limitate, soprattutto se si è aperta da poco la partita Iva, ed il mio compito sarà allora capire da cosa è meglio iniziare, per poi affrontare a poco a poco tutto: vita privata e professionale, se stessi e la propria famiglia.

Ci puoi dare qualche consiglio concreto?

È difficile dare consigli che valgano per tutti: la parola d’ordine del mio lavoro è la personalizzazione e l’ascolto, senza i quali non vado molto lontano. Posso però dire che, anche quando si pensa di non avere soldi da investire, forse non sempre è davvero così…Consiglio un esercizio molto semplice, che faccio in primo luogo con me stessa: appuntarsi su un taccuino tutte le spese che si affrontano ogni mese e le relative voci di costo: siamo proprio sicuri che, stando un po’ più attenti, non salterebbero fuori almeno 50-100 euro al mese da investire in un Piano di Accumulo, uno strumento dagli innumerevoli vantaggi, per primi quello di abbassare il rischio e di educarsi al risparmio ed investire allo stesso tempo?
Un altro tasto dolente, per chi è autonomo, è la pensione irrisoria che andremo a prendere: per questo è necessario iniziare per tempo a pensare alla previdenza complementare. In molti non sanno che ci sono strumenti che permettono di risparmiare sulle tasse e che sono flessibili, per cui non è necessario versare ogni anno dopo aver sottoscritto il prodotto, ma lo si potrà fare a seconda della propria disponibilità.

Ho parlato spesso della difficoltà di far avvicinare la gente al mondo della finanza e degli investimenti, anche per problemi linguistici. Senti anche tu questo problema?

Mi sento accomunata a te, Chiara, da una comune “battaglia” contro il linguaggio spesso inaccessibile della finanza. Tu lo combatti a suon di chiarimenti di anglicismi e termini che spesso sono fraintesi, io cerco il più possibile di usare sul mio blog e con i miei clienti un linguaggio semplice e privo di tecnicismi. Mi sembra che ci sia un equivoco tra gli addetti ai lavori, che invece di parlare a tutti finiscono per parlare tra di loro: ma usare un linguaggio specialistico non è per forza sinonimo di maggiore competenza. Non possiamo lamentarci della scarsa educazione finanziaria diffusa in Italia se noi per primi non ci impegniamo a veicolare i concetti in modo più semplice. Anche per questo cerco, sui miei social e sul blog, di dare il più possibile consigli concreti, di schematizzare e riassumere e di coinvolgere con rubriche che facciano sorridere: un po’ prendo in mezzo il mio fidanzato Ing. super preciso, un po’ cerco di raccontare il mondo degli strumenti finanziari cercando nuove angolazioni, che possano interessare a tutti e che abbiano riferimenti alla nostra vita di tutti i giorni.

Emozioni e investimenti, sembrerebbero due mondi agli antipodi. È davvero così?

Sul blog cerco di parlare spesso delle motivazioni che portano a perdere soldi, a non investirli, a fare investimenti sbagliati: in una sfera delicata come quella dei propri soldi, infatti, è sbagliato pensare di essere sempre governati dalla razionalità. Ciò che spiega questi errori è la maggior parte delle volte da ascrivere alle emozioni, da cui siamo governati anche qui: paura ed ansia di fare l’investimento sbagliato e di vedere i mercati un po’ ballerini, ancoraggio al passato che non ci permette di modificare le decisioni di investimento prese…
Per questo è necessaria la guida di un consulente finanziario: posso ricordarvi le decisioni di investimento prese all’inizio ed esortarvi a non cambiarle, prendervi per le orecchie o prendervi per mano quando vi fate prendere dall’ansia.
Siamo esseri umani anche quando parliamo dei nostri soldi e di questo è necessario tener conto: siamo pieni di contraddizioni e paure, per questo il rapporto di fiducia con il consulente finanziario giusto è fondamentale.

 

Ringrazio Chiara Sinchetto per questa intervista e vi invito di cuore a seguirla sul suo blog… non ve ne pentirete!

 

Chi è Chiara Sinchetto

Chi è

Chiara Sinchetto è una consulente finanziaria. Si definisce “promotrice di consapevolezza finanziaria” perché porta avanti, con i suoi clienti e con chi la segue sul blog, un programma di educazione finanziaria cercando di usare un linguaggio semplice e di aiutare a risolvere dubbi e paure, prima di investire i risparmi con la consapevolezza di chi decide di affidarsi a lei. Le piace molto lavorare con freelance e liberi professionisti, le dà soddisfazione aiutarli con gli investimenti a portare avanti la propria impresa! Ha un fidanzato Ing. super preciso, ama la montagna e la lettura, per rilassarsi cucina e gioca con il suo cagnolino Rufus. Per info: http://www.chiarasinchetto.com